05 gennaio 2010

DEGUSTAZIONE: Vanilla - Coffee Porter

Eccomi a spendere un paio di righe per questo mio prodotto che non è venuto al 100% ma che cmq non è male; mi spiego meglio illustrando uno scenario tipico di ogni homebrewer.
Molto spesso l'homebrewer legge un articolo di Brew your own magazine, o vede un video di un podcast o una ricetta su un forum che usa un certo ingrediente o spezia e, incurante del fatto che non ha mai usato quell'ingrediente e/o spezia, pensa " wow!! faccio una birra con questo!" e subito si pregusta la birra con esattamente il sapore che ha in mente.
Se avete letto altri articoli i questo blog sapete che sono esattamente nella categoria... ma, ultimamente sto capendo come forse è meglio puntare su 3 massimo 4 stili e cercare di perfezionare solo quelli e non "sparare a raffica" tentando di produrre al primo colpo qualunque stile o abbinare subito un ingrediente a una birra.
Veniamo a questa vanill- coffee porter quindi. Non è la mia prima porter, e non è nemmeno la prima porter che faccio usando caffè, ma è la prima porter in cui cerco di abbinare caffè e vaniglia, senza usare il roast ma solo chocolate e amalgamando il tutto con del lattosio non fermentabile al fine di ottenre una sorta di bevanda dolciastra con note di cappuccino e vaniglia... facile a pensarlo, a farlo un po' meno.

Segue la ricetta:

litri finali 15,0 (in bollitura 22,0)
efficienza 70%
bollitura 60min.
OG 1,045, IBU: 10,6, EBC: 55;

Malti:
2200 gr Mr.Malt Maris Otter, 1,038;
120 gr Mr.Malt Special B, 1,030;
200 gr Mr.Malt Crystal 105L, 1,033;
120 gr Mr.Malt Biscuit, 1,036;
200 gr Mr.Malt Chocolate Malt, 1,034;
200 gr Mr.Malt Flaked Barley, 1,032;
100 gr Mr.Malt Flaked Oats, 1,033;

Luppoli e altro:
15 gr Mr.Malt Northdown, 7,6 %a.a., 60 min;
200g di caffè i chicci a 1 min dalla fine della bllitura e lasciati in ammolo per tutto il raffreddamento
2 bacelli di vaniglia tagliati e lasciati in ammollo in vodka per 3 giorni e aggiunti prima di imbottigliare insieme a 100g di lattosio in polvere


come lievito ho usato 2 bustine di safale S 04

Prima cosa da notare: troppi malti negli ingredienti, ho messo molti fiocchi per avere un corpo importante ma questo mi ha creato qualche difficoltà nello sparge ( flusso limitato e sparge lungo), il crystal potevo evitarlo e usare solo special B mentre il biscuit si nota nel prodotto finito.
Noterete anche che ho usato il luppolo di cui ho parlato così male un paio di post fa... bhè devo dire che in una porter in fin dei conti ci stà, o per lo meno non rovina nulla ma notate il bassisimo IBU per cui non è certo una birra centrata sul luppolo.
Solo ora, dopo 3 mesi e mezzo di maturazione, questa birra comincia ad avere un senso. Prima era piuttosto secca e acquaosa al palato per motivi a me del tutto ignoti, mentre ora comincia ad assomigliare alla birra che stavo cercando. All'olfato prevalgono le note di caffè ma non come quando si annusa un cappuccino, è più come annusare i chicchi di caffè nella confezione, la vaniglia è assente all'olfatto in quanto quelle che prevalgono sono più note di cioccolato amaro.
Sorseggiandola solo ora si comincia a sentire un po' di corpo e il dolce del lattosio sta pian piano uscendo ma è decisamente troppo poco! devo almeno triplicae la dose di latosio per ottenere quello che avevo in mente e invece che usare tutti quei malti forse era meglio usare semplicemente del chocolate e dello special B. Una puntina di roast secondo me ci stava e anzi per la prossima porter lo userò al posto del caffè che ha si un impatto sul sapore, ma ha lasciato solo la sensazione amara non quella di cappuccino che cercavo. La schiuma è persistente ma non pannosa, tuttavia ricopre la birra per lungo tempo per cui non ne faccio un problema.
Insomma è una buona porter ma non è certo quello che pensavo, volevo qualcosa di più simile a una Anchor porter e invece ho ottenuto quasi una stout per intenderci.
L'utilizzo della vaniglia è la cosa che mi ha deluso di più. Inesistente sia in termini di aroma che sapore, è come se non ci fosse. Probabilmente meglio aggiungerla come per le altre spezie a fine bollitura.
La lezione personale che ho imparato è che unire sapori vari ( caffè, cioccolato, vaniglia, caramello, dolce del lattosio) non è così banale come mischiare insieme gli ingredienti giusti, tuttavia posso ugualmente gustarmi una buona birra e avere le idee più chiare per la prossima porter che produrrò.

a presto per aggiornamenti e... HAPPY BREWING!!!

08 dicembre 2009

AGGIORNAMENTI

Periodo complicato questo per via di esami, tesi da portare avanti e altre problematiche universitarie, e non, che limitano di molto il mio tempo libero. A questo poi si aggiungono alcuni insuccessi recenti nelle mie produzioni.

In ordine cominciamo col dire che la prova del luppolo selvatico è stato un fallimento. Le dosi da me usate non sono state assolutamente sufficienti ad amaricare in modo appropriato la birra e cosa che forse è ancora peggio è che in effetti non ha lasciato la minima traccia di aroma ( nonostante le abbondanti aggiunte sul finire della bollitura) quindi anche volendo aumentare le dosi quello che si ottiene è semplicemente amaro, che potrebbe andare bene per certe produzioni ma con un livello talmente basso di alfa acidi ( secondo me anche sotto il 2%) mi pare uno sforzo inutile. Tuttavia per onor del vero devo cmq dire che non ho avvertito sapori erbacei o altro come alcuni suggeriscono dall'uso di luppolo selvatico, semplicemente la birra era troppo troppo maltata, e se avete presente che sapore ha una birra senza luppolo capite bene di cosa parlo.

Altro fallimento è stata la mia rauchbier, siete pronti a farvi una risata? ho utilizzato un programmino molto utile per calcolare la quantità di sali da agigungere... ma mi sono dimenticato che quel programmino essendo americano ovviamente dava per scontato l'uso dei galloni...e non dei litri... risultato ho aggiunto 4 volte la quantità di sali necessaria... ed essendo per la maggior parte aggiunte che comprendevano cloruri potete immaginare cosa è uscito. In quasi 6 anni di homebrewing è la seconda cotta che non arriva alle bottiglie...

L'ultimo esperimento è ancora in corso, è un altro minibatch, questa volta ho sperimentato una spezia che non ho mai trovato sia stata utilizzata in una birra ( nemmeno in Radical Brewing mi pare venga citata ). Sta maturando in bottiglia, per Natale dovrebbe essere pronta.
Metto giusto un'anteprima... vediamo chi riesce a capire di cosa si tratta ( non è the ai frutti rossi ovviamente...).
E' una spezia che dovrebbe essere originaria della Libia o cmq di quella zona del nord Africa, ha proprietà diuretiche e se ne ottiene un decotto che può essere bevuto sia caldo che freddo.





A presto per aggiornamenti e... HAPPY BREWING!

14 novembre 2009

NOTA SUGLI INGREDIENTI: Luppolo Northdown

Se avete guardato un po' delle mie ricette avrete visto come negli ultimi tempi ho usato svariate volte il Northdown come luppolo da amaro ( dalla mia versione "strana" della IPA, alla belgian dark strong ale, alla scottish dark ale e anche nella bitter che probabilmente iscriverò al conocorso di Lurago Marinone).
La sceta dell'ingrediente era condizionata dalle descrizioni reperibili di questa varietà più che una da questione di gusto personale.

E' descritto come luppolo utilizzabile sia come amaro che come aroma, adatto in generale per tutte le Ale specialmente quelle scure ( irish stout ad esempio). Con forti note a livello di gusto che vanno dal resinoso, al wood-like e speziato.

Il mio errore è smepre quello di percorrere contemporanamente più strade nel senso di produrre stili diversi nello stesso periodo usando ingredienti che ben si adattano a cio' che sto facendo. Tutto bene, se non che poi qundo qualcosa non va faccio fatica a identificare "l'intruso".
In maturazione la mia Scottish dark ale ha tirato fuori una sorta di nota che avevo già sentito in birre di qualche tempo fa ( vedi IPA del concorso dello scorso anno) e nella bitter di cui parlerò a breve sul blog. E' un sentore vagamente fruttoso ma non fresco, a volte sembra burroso e pesantuccio vagamente simile alle DMS. Non a caso un giudice che comentò la mia IPA disse che aveva delle note tipo "verdure bollite" . La cosa che mi lasciava un po' perplesso in quanto la mia bollitura è molto violenta ( dagli 8 ai 10 litri persi in un ora) e alcune di queste note le avevo avvertite anche nella belgian dark ale che era rimasta a bollire per oltre 90min.

Ieri sera ho finalmente realizzato che quelle non erano note ne di lievito stanco, ne di cannella ( che uso in dosi minime nel mash come antiossidante e che in effetti non possono contribuire in quelle dosi al sapore), ne di DMS o altro... era semplicemente il northdown!
Che sia buono o meno lo lascio decidere a voi, di certo io lo trovo inadatto in birre che non abbiano dosi forti di roast e altri malti scuri ( black, chocolate) in quanto è troppo invadente!
Essendo sapori cmq morbidi e resinosi capisco anche il suo utilizzo in una irish stout dove dosi eccessive di roast possono dare una sorta di sapre "ruvido" infatti nella mia coffee-vanilla porter di cui parlerò in seguito sul blog si sente molto meno.

Per concludere: è un luppolo caratteristico, distintivo e particolare; può piacere o meno a seconda di quello che uno cerca in una birra e dei propri gusti personali. Decisamente più adatto in birre molto scure o ale importanti come barley wine ( in cui un po' di resinoso fa anche bene); ma difficilmente troverà altro spazio nelle mie pale ale, bitter ecc...

A presto per aggiornamenti e... HAPPY BREWING!!

07 novembre 2009

DEGUSTAZIONE: Dark scottish Ale

L'idea di questa birra era quella di imitare un eccellente prodotto quale è la "Black Cuilling" , ovvero una birra rosso scuro quasi nera, le cui materie prime sono malto pale, roast barley, fiocchi d'avena e miele.
Nella mia versione il miele non è presente ma per il resto gli ingredienti sono quelli. Qui di seguito la ricetta:






Ricetta per Schottish Ale,
litri finali 18,0 (in bollitura 27,0)
efficienza 70%, bollitura 60min.

OG 1,041, IBU: 19,7, EBC: 46;

Malti:
3000 gr Pale Malt, Maris Otter, 1,038;
150 gr Roasted Barley, 1,029;
250 gr Oats, Flaked, 1,037;

Luppoli:
20 gr Northdown, 7,5 %a.a., 60 min;

Come lievito ho usato il wyeast scottish ale propagato con stirplate.

La birra è piuttosto scura, rosso intenso e limpida ( ho usato irsh moss a fine bollitura). La schiuma è persistente e duratura ma l'avrei preferita leggermente più pannosa.
All' olfatto prevalgono le note di Roast e di malto, ovviamente assente ogni aroma di luppolo.
Al primo sorso spicca subito una qual certa dolcezza che viene poi ridotta dall'affumicato del roast e da un amaro forse leggermente eccessivo ( o forse dovevo corregere un po' l'acqua... altri esperimenti saranno fatti in seguito ). Il lievito usato è piuttosto particolare, la fermentazione avvenuta a circa 16-17°C ha impedito la formazione di troppi esteri ed è rimasta una sorta di nota davvero particolare, vagamente simile all' Irish ale ma meno acidulo e un po' più "ruvido".
E' un buon prodotto, le uniche modifiche che apporterei, a parte l'eventuale correzione dell'acqua, sono la riduzione del roast e l'aggiunta di un po' di cara pils per bilanciare meglio il tutto.

A presto per aggiornamenti e... HAPPY BREWING

01 novembre 2009

Mini batch - Prova luppolo selvatico

Per provare il luppolo selvatico raccolto circa un mesetto fa mi sembrava troppo una cotta all-grain di 15-20 litri. Ho deciso di provare a fare un mini batch di birra con tecnica E+G un po' come fa spesso l'ideatore di Basic Brewing radio ( qui ad es. prepara una robust porter --> LINK ) in modo da usare pochi ingredienti e perderci poco tempo nel caso la cosa nn dovesse funzionare.
Sulla produzione poco da dire; una semplice birra preparatA con infuso di grani ( 100g di cara-pils e 150 g di crystal 200ebc) e 500g di estratto secco light, per un totale di circa 4 litri con OG 1.052 .
Ho deciso di usare il luppolo selvatico non solo per l'aroma ( cosa consigliata dato che è impossibile sapere quanti Alfa Acidi ha il luppolo a meno di farlo analizzare ) ma anche per l'amaro.
Le dosi sono quindi lasciate all' intuito diciamo. Ho usato 5 g di luppolo per l'intera bollitura, ovveo 40 min, più altre due aggiunte da 10g cicascuna a 15 e 5 min dalla fine della bollitura; giusto per avere un buon aroma finale.
Come potete vedere nelle foto ho usato i fischetti che di solito uso per fare idromele o melomel, ero un po' indeciso se usare un tubo come blow-off o il semplice gorgogliatore, ma alla fine ho scelto la seconda soluzione ( nella speranza non faccia troppa schiuma durante la fermentazione).
Come lievito ho usato mezza bustina di Safale US05 giusto per avere il sapore più pulito possibile e sentire tutte le note di luppolo.
Nel giro di una settimana la fermentazione sarà completa e passerò direttamente all'imbottigliamento ( spero di ottenere almeno 7 bottigie di birra ).
Devo dire che lavorare sui fornelli di casa su dosi così piccole è piuttosto divertente e meno laborioso rispetto una normale all-grain. Specialmente in inverno quando andare fuori o in garage a produrre birra comporta inevitabilmente esporsi al freddo potrebbe essere una valida alternativa. Si fa poca birra è vero, ma secondo me si arriva tranuillamente a 8 litri e cmq il tempo necessario è nell'ordine delle 2/3 ore in totale e per birre particolari o prove di ingredienti inusuali è un sistema molto valido.

A presto per aggiornamenti e HAPPY BREWING!!

27 ottobre 2009

SANIFICAZIONE: la mia soluzione definitiva


Dopo mesi e mesi di ricerche mi sono fatto un'idea un po' più precisa di cosa si intende per sanificazione e come va fatta. Nei topic passati avrete letto i miei dilemmi su sistemi con o senza risciacquo per quanto riguarda lo Iodophor. Il problema nasceva dal fatto che non avendo a disposizione la concentrazione del prodotto venduto dalla VINOFERM ero impossibilitato a fare una soluzione con ppm di Iodio note.

Intanto specifichiamo che i termini Sanificazione, Disinfettazione e Sterilizzazione non sono intercambiabili, e non sono nemmeno termini che si riferiscono a valori universalmente riconosciuti ( in USA addirittura dipende da stato a stato) in generale cmq giusto per avere un'idea diciamo che per sanificazione si intende l'eliminazione del 99,9% di componenti biologiche da una superficie, per disinfezione l'eliminazione del 99,99% e per sterilizzazione ovviamente il 100%. Attenzione che la Sterilizzazione vera e propria non è possibile da fare in casa, serve un'autoclave perchè non basta la temperatura ma occore anche alta pressione.
Quando parlo di componenti biologiche mi riferisco a tutto ovvero funghi,batteri, spore ecc ecc. E già quì ci sarebbe da precisare che non tutti i metodi funzionano per tutto. Alcuni sanificanti agiuscono meglio su alcune cose altri su altre ecc.
Tra i sanificanti i più noti sono: soluzioni di ipoclorito di sodio ( candeggina), Iodio, calore ( forno o quello che volete voi), Starsan ( non credo sia disponibile in italia). Il metabisolfito di sodio nei siti americani non è nemmeno citato in quanto lo considerano un blando inibitore e non un sanificante ( non sono un biologo e non so quanto questo è corretto se siete interessati verificate )

E' chiaro che se devo raggiungere quel 99,9% il risciacquo lo devo evitare; da qui la mia ricerca di metodo senza risciacquo. Starsan a parte lo iodophor è sicuramente uno dei prodotti più validi. Tra tutti i sanificanti è quello a cui serve una concentrazione minore per portare a termine il lavoro ( anche meno della candeggina che ci crediate o meno) nel senso che bastano 12,5 ppm di Iodio in soluzione e un tempo di contatto ( non di immersione, ma di contatto!! basta spruzzarlo sulla superficie) di 2 min per avere una superficie sanificata. Se si prepara una soluzione a 25ppm sempre in 2 min si ottiene una superficie disinfettata ( ma a quel punto devo risciacquare prima di aggiungere il mosto). Se pensate di poter sentire a livello di sapore 12,5 parti per milione di Iodio siete un po' pretenziosi, considerando poi che le poche gocce che rimangono sulla superficie sono diluite in altri 20 litri di mosto minimo... e nemmeno dosi esagerate di 100ppm di iodophor senza risciacquo danno sapori indesiderati. Giusto per fare un'esempio nell'intervista da cui ho preso parte di queste info si diceva che per sentire il sapore di iodio bisognerebbe mescolare un cucchiaino di iodophor in una pinta di acqua, e anche in quel caso non tutti ne sarebbero in grado.
( l'intervista integrale --> Iodophor )

Ma quindi come faccio a preparare una soluzione a 12,5ppm di iodophor? La soluzione è quella di usare un prodotto in cui sia riportata la concentrazione di Iodio e l'unico prodotto che ho trovato è Betadine® 10%. E' esattamente uno iodophor nel senso che è Iodio su un "carrier" polimerico, ed è usato in campo medico-chirurgico come disinfettante cutaneo ( si disinfettante anche perchè lo usano puro mica lo diluiscono). Qui trovate le caratteristiche: BETADINE link .

Il conto da fare è il seguente: siccome in 100[ml] di prodotto ci sono 10[g] di principio attivo, di cui il 10% è iodio, in 100[ml] di prodotto c'è 1[g] di Iodio. Quindi in 0,1[ml] di prodotto ho 1[mg] di Iodio.
Per avere 12,5 ppm devo mescolare 12,5[mg] di Iodio in 1[kg] di acqua ( un litro), mi servono quindi (0,1*12,5)[ ml] di soluzione.

In conclusione una soluzione da 12,5ppm di iodio si fa mescolando 1,25[ml] di Betadine per ogni litro di acqua. Chiaro che 1,25[ml] a meno che uno ha una buretta in casa fa un po' fatica a misurarli, però già in 10 litri di acqua sono 12,5[ml] e con una siringa volumi del genere sono facilmente misurabili con un errore decente ( se poi sono 13[ml] di soluzione invece che 12,5 non muore nessuno, di sicuro si sta sotto quei 25ppm ).
Questa soluzione ha un colore giallo, tipo un pils per intenderci. Le foto che trovate in rete con vasche piene di liquido rosso sono dosi sicuramente eccessive di iodophor che necessitano di risciacquo e che ingialliscono i materiali polimerici che bagnano. Detto questo bisogna ricordarsi che la soluzione è efficace per qualche ora poi gran parte dello iodio evapora, e anche il flaconcino di Betadine ha una scadenza ( qualche anno).

A presto per aggiornamenti e HAPPY BREWING !!!

28 settembre 2009

Luppolo selvatico: Primo test

Dopo aver raccolto un discreto quantitativo di luppolo selvatico è iniziata la fase di essiccamento. Prima di impacchettarlo sottovuoto volevo testarlo, giusto per sapere se tutto questo lavoro non è inutile. L'aroma dei coni ormai quasi del tutto secchi è infatti molto delicato, anche troppo, e volevo accertarmi che questo luppolo non sappia solo di erba una volta usato per birrificare.Così ho messo in infusione in un po' d'acqua una manciata di grani special B precedentemente frantumati, e li ho lasciati in ammollo a 70°C per circa 15 min. Dopodiche ho aggiunto in un pentolino il mio luppolo e in un altro una quantità minore di northdown ( dando per scontato che il northdown abbia molti più alfa acidi) e ho versato l'infuso così ottenuto.
Fatto bollire per circa 10 minuti ( in quanto sono interessato solo all'aroma e non all'amaro che questo può darmi) e lasciato raffreddare l'ho assaggiato.
Il profumo è motlo simile, il mio è leggermente piu " floreale " diciamo ma del resto il northdown non è proprio un luppolo da aroma.
Sul sapore è difficile dare giudizi, dato che quasi immediatamente si viene a percepire il forte amaro per entrambi ed è quindi difficile distinguere le note aromatiche dei due.
Ad ogni modo anche quello selvatico ha dato un enerme contributo in termini di amaro per cui questo mi fa ben sperare che non sia " solo erba". Ho poi provato a diluire il thè di grani e luppolo con acqua per poter confrontare meglio i due campioni. Quando si assaggia il northdown commerciale si avverte immediatamente l'amaro intenso, mentre per quello selvatico si avverte rpima una certa nota floreale e erbacea e poi si sente l'amaro. Il risultato del test non mi lascia molto soddisfatto. Appena possibile farò un mini batch in cui userò come luppolo da amaro il Northdown e come luppolo da aroma una dose massiccia di quello selvatico e vedremo cosa ne viene fuori.

A presto per aggiornamenti e... Happy Brewing!!

26 settembre 2009

Luppolo selvatico

Girovagando per la Brianza mi sono imbattuto in una quantità considerevole di luppolo selvatico... purtroppo l'ho scoparto un po' troppo tardi dato che i coni erano già pittosto chiari/gialli. Ad ogni modo ho raccolto quello che potevo giusto per provarlo!


Ne ho recuperato di due qualità, la prima dai coni più piccoli e dal profumo più intenso, l'altra dai coni più grandi e chiari.
Probabilmente la differenza non è tanto nella qualità di luppolo, ma dipende solo dal differente clima presente nelle due aree dove l'ho raccolto; più fresco e secco il primo ( e anche molto più in alto come altitudine) su un torrente il seocndo per cui con molta più acqua disponibile.

Ora non mi resta che seccarlo e vedere quanti grammi ne riesco a ricavare, dopodichè li userò come luppolo da aroma in una bitter o qualcosa del genere giusto per sapere se il prossimo anno vale la pena riempirne sacchi interi ( ne avrò raccolto il 5% di quello presente e ho riempito un sacco ).



A presto pEr aggiornamenti e... HAPPY BREWING!!!

18 settembre 2009

Belgian Dark Strong Ale

Una degustazione un po' anticipata ma visti i risultati poco conclusivi della saison riguardo il risciacquo delle bottiglie volevo provare anche questa birra.
Come per la saison ho sanificato tutte le bottiglie con una soluzione di iodophor, circa 5 ml per 10 litri come indica la confezione... in teoria si dovrebbe fare una soluzione da 7,9 ml per 10 litri e questa soluzione permetterebbe una sanificazione senza risciacquo... mentre la confezione di iodophor della vinoferm suggerisce una soluzione meno concentrata e specifica di risciacquare.
Ad ogni modo ecco la ricetta della birra in questione:

Ricetta per litri finali 10,0 (in bollitura 20,0)
efficienza 70%, bollitura 90min.
OG 1,092, IBU: 8,6, EBC: 53;

Malti:
2000 gr Mr.Malt Pilsner, 1,037;
250 gr Mr.Malt Special B, 1,030;
1000 gr Mr.Malt Monaco, 1,033;
300 gr Mr.Malt Biscuit, 1,036;
200 gr Mr.Malt Flaked Barley, 1,032;
500 gr Mr.Malt Candi Sugar caramellato da me , 1,036;
30 gr Mr.Malt Black Malt, 1,027;

Luppoli e altro:
14 gr Mr.Malt Northdown, 7,0 %a.a., 70 min;
15 gr Mr.Malt Styrian Goldings , 3,6 %a.a., 30 min;

Fermentata con wyeast abey II

La birra è stata imbottigliata a maggio ed è ancora un po' acerba nel gusto, quindi per una degustazione più accurata rimanderò a qualche mese.














Nelle foto cmq potete vedere la differenza tra la birra risciacquata e quella non risciacquata... chiaro che un solo campione non prova nulla, che serve un numero più significativo di prove ( che seguiranno visto che ne ho altre di bottiglie) però... già questa è una prova.
Ho avuto occasionalmente il problema di birre che fino a 6-7 mesi rimanevano con la giusta gasatura per poi aumentarla senza modifiche apprezzabili nel gusto. Qui si vede come la birra non risciacquata sia molto meno gasata il che potrebbe suggerire che il risciacquo alza leggermente la carica batterica delle mie bottiglie per cui a lungo termine sofrono. Di contro cè da dire che il gusto delle due birre è identico, quella non risciacquata sembra meno "morbida" ma probabilemtne è dovuto alla maggiore gasatura che la rende piu aggressiva.
I volumi previsti erano 1,5 ed è improbabile quindi che la maggior gasatura della birra non risciacquata sia dovuto a un eccesso di zucchero per il priming.
In conclusione penso che per birre da maturazione proverò a non riscacquare piu con acqua a seguito della sanificazione e si vedrà se questo sarà sufficiente a tenere costante la presisone all'interno della bottiglia una volta terminata la carbonazione.

Se avete idee a riguardo contattatemi o lasciate scritto qualche commento!


A presto e.... HAPPY BREWIMNG!!

14 settembre 2009

Brewing Classic Styles

Il libro che ogni homebrewer dovrebbe avere. Non tratta di come si fa la birra, delle attrezzature o delle procedure... ma da un'infinità di informazioni per ricette e ingredienti!!
In pratica per ogni stile di birra indica le procedure da seguire per ottenere buoni risultati e seguono ricette vincitrici di concorsi americani ( quindi collaudate ). E' utilissimo quando non si sa da dove cominciare per fare una Biere de garde ad esempio... o cmq per avere una ricetta di riferimento!

Nel link c'è un esempio di una ricetta:
http://www.beertown.org/books/bcs.html

lo consiglio a tutti!!